La Storia della Birra

La birra è probabilmente una delle bevande più genuine: è infatti composta da soli ingredienti naturali quali malto d’orzo, acqua luppolo e lievito.
La birra, dal latino Bibere (bere) è una bevanda dalle origini antichissime, per trovarne traccia dobbiamo andare indietro di almeno 6000 anni, ai tempi dei Sumeri e dei Babilonesi.
Gli antichi Egizi migliorarono ulteriormente questa bevanda che però era ancora ben lontana dal gusto attuale. Fino al medioevo nella birra non era presente il luppolo ma si usava il Gruit, una mistura di erbe selvatiche che rendevano il prodotto finale molto instabile, il più delle volte pessimo.
Solamente con l’innesto del luppolo la birra divenne una bevanda molto buona e quasi simile all’attuale.
Guglielmo IV di Baviera nel 1516 promulgò l’editto di purezza (Reinheitsgebot ) il quale prevedeva che per la produzione di birra gli unici ingredienti utilizzati dovevano essere orzo, acqua e luppolo.

La Fermentazione

Durante le diverse fasi della produzione della birra il momento della fermentazione del mosto definisce il Carattere e il contenuto alcolico della birra stessa.
Classificazione delle birre in base alla fermentazione:

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ALE

Birre prodotte ad alta fermentazione, viene utilizzato il lievito Saccharomyces Cervisiae che lavora ad alte temperature; è lo stile di fermentazione più antico e contraddistingue le birre Anglosassoni e Fiamminghe.

LAGER

Birre prodotte a bassa fermentazione, viene utilizzato il lievito Saccharomyces Carlsbengengis che lavora a basse temperature. É lo stile più diffuso al mondo per la stabilità produttiva e contraddistingue le birre tedesche.

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LAMBIC

Birre prodotte a fermentazione spontanea, questa tecnica è utilizzata solamente in una parte del Belgio, è lo stile meno utilizzato dei tre.

Solitamente le birre ad alta fermentazione (ALE) hanno caratteristiche più elevate dovuta agli odori ricchi di aromi fruttati, floreali e speziati e ai diversi sapori, invece le birre a bassa fermentazione (LAGER) hanno un valore maggiore sul malto e luppolo.

Gradazione Alcolica

Catalogare le birre per grado alcolico è un’usanza tipicamente italiana, nel resto del mondo non esiste chiamare una birra Doppio-malto, nella stessa fascia alcolica possiamo trovare birre talmente diverse l’una dall’altra che in comune a parte la gradazione non hanno niente.
Diciamo che è stata una distinzione voluta dallo Stato italiano per applicare una tassa sulle birre a seconda della percentuale di zuccheri presenti nel mosto prima di fermentare.
Questa percentuale prende il nome di Grado Saccarometrico e viene indicata in gradi Plato (°P).
Il grado alcolico di una birra corrisponde pressapoco a un terzo del grado saccarometrico.
Fatta questa dovuta premessa vi elenchiamo ora le birre divise per grado saccarometrico secondo la Legislatura italiana:

Birra analcolica (da 3 a 8° saccarometrici) (da 1 a 2,6% alc.vol.)
Birra light (da 5 a 13° saccarometrici) (da 3,6 a 4,3% alc.vol.)
Birra normale (da 11 a 13° saccarometrici) (da 3,6 a 4,3% alc.vol.)
Birra speciale (da 13 a 15° saccarometrici) (da 4,3 a 5% alc.vol.)
Birra doppio malto (oltre 15° saccarometrici) (oltre 5% alc.vol.)

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Colore

Il colore di una birra è determinato dalla durata e dalle temperature a cui viene sottoposto il malto.
Generalmente definiamo le birre chiare come bionde, le rosse come ambrate e le scure come nere, se vogliamo andare più nello specifico esiste una scala ufficiale di valori per determinare l’esatto colore di una birra, ed è l’EBC ovvero European Brewer Convention.

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